20-02-2022 - Salve a tutti, nuovo editoriale dopo una lunga assenza, ma che è stata comunque compensata da altre forme comunicative come le dirette, che faremo ancora ovviamente, sempre più organizzate.
Inverno che continua sulla falsariga di quanto è successo finora, sottoposto al maglio stratosferico che, come accaduto nell’ultimo decennio, ha rispettato esattamente le previsioni da letteratura, con un mese e mezzo di Vortice Polare molto forte e chiuso, tale da non consentire la genesi di peggioramenti marcati e duraturi nel Mediterraneo.
Non così è stato per le regioni dell’Europa centrale, collocate proprio nel mezzo, alla confluenza, tra gli afflussi freddi al margine del VP stesso e l’aria calda subtropicale richiamata verso proprio dalla chiusura del VP, come illustrato splendidamente dall’immagine satellitare ad ampia scala pubblicata questa mattina.
fig.1
Come illustrato dall’immagine, un vero e proprio fiume d’aria fredda affluisce con componente zonale prevalente, da ovest verso est, dal Labrador verso l’Europa. La confluenza con aria calda subtropicale genera violente tempeste tra il 50° e 60° parallelo, come l’ormai famosa Eunice, con venti a 200 km/h e come Franklin, segnalata in alto in figura, pronta a colpire la Gran Bretagna e ad allungare le sue spire anche verso il Mediterraneo, questa è la novità.
Ecco l’animazione satellitare aggiornata, che evidenzia come l’aria fredda si stia spingendo verso il mediterraneo centrale dal Regno Unito.
fig.2
Quali le conseguenze per le nostre regioni??
Ebbene, le precipitazioni non saranno ne abbondanti ne tantomeno diffuse, ma comunque le regioni adriatiche beneficeranno di rovesci sparsi e qualche nevicate anche a quote collinari nella serata e nottata di domani, lunedì.
fig.3
Ma sarà, anche in questo caso, il vento a far parlare di se; inizialmente da maestrale, da nord ovest, con un notevole, di nuovo, episodio di phon sulle Alpi, con raffiche a 70-80 km/h e addirittura fino a 120 km/h allo sbocco della valle del Rodano, lungo le coste occidentali di Sardegna e Corsica.
fig.4
L’evento in esame si colloca sempre nell’ambito di una dinamica governata dalla presenza del VP strong, dove nel Mediterraneo a farla da padrone sono gli episodi di forte vento al passaggio d perturbazioni al margine orientale dell’anticiclone delle Azzorre.
fig.5
A riguardo, l‘immagine sopra riportata evidenzia la presenza, in Atlantico, di un fiume d’aria molto intenso alla quota delle correnti a getto (circa 9000 m), con valori di oltre 250 km/h e con scarse ondulazioni, sebbene proprio in figura venga evidenziato come una piccola ondulazione sulla Manica vada a generare il peggioramento di domani, lunedì.
In tale contesto, verso la fine del mese un peggioramento di maggior portata e soprattutto di maggior durata, sembra possa interessare il Mediterraneo centrale, questa volta con un nucleo depressionario più approfondito e, per questo, più lento a transitare.
fig.6
Come si vede, l’ondulazione in questo caso è più ampia a raggio di curvatura minore e le precipitazioni potranno essere maggiormente diffuse nelle nostre regioni, sebbene sempre concentrate dalla Romagna in giù e lungo l’Adriatico in prevalenza.
fig.7
Questa previsione riguarda comunque la fine del mese e, pertanto, avrà bisogno di essere confermata nei prossimi giorni, ma è un primo transito che sembra possa rompere la monotonia del dominio anticiclonico, ma le premesse appaiono buone secondo il modello europeo.
fig.8
Cosa è possibile dire per il seguito della previsione e per la fine dell’inverno??
Ebbene, qualche segnale che si possa essere alla fine del condizionamento è visibile, soprattutto nella media stratosfera, con una serie di warming che sembrano abbastanza incisivi.
fig.9
Nessuno di loro appare però risolutivo però, nel senso che non sembra possa esserci una crisi marcata del Vortice Polare, nessun final warming anticipato (si sapeva) come annunciato in taluni articoli in altre sedi.
Tuttavia, un indebolimento fisiologico del VP sembra possa giungere a fine mese e sarebbe anche ora, risultando trascorsi ormai oltre 45 giorni dall’avvento dell’ ESE cold, ‘evento stratosferico estremo, la cui traccia è esattamente come previsto da letteratura nel grafico del NAM.
fig.10
Insomma, una maggiore vivacità atmosferica è prevedibile in questa sede, ma al momento non c’è nessun segnale deciso a riguardo, godiamoci questi fue passaggi perturbati in ogni caso.
Ciao ciao