21-11-2015 - Salve a tutti; eccoci anche all’appuntamento serale dell’analisi dei modelli, approfittando di ogni momento libero per scrivere, in virtù di una evoluzione interessante e peculiare.
Sempre più marcata e incisiva l’azione della grande saccatura artica sull’Europa. L’aria fredda ha ormai sfondato nel Mediterraneo e la pressione e le temperature stanno rapidamente scendendo al nord (fig.1),
fig.1
Come previsto, previsto, i fenomeni si stanno concentrando in Emilia Romagna, nelle basse pianure del triveneto e nelle centrali tirreniche, con temperature già comprese intorno gli 8-10° C in pianura Padana, 5-6° C in quella friulana. Interessanti anche alcuni cluster temporaleschi nel imperiese, in liguria, oltre che nel bergamasco, sintomo che sta entrando aria molto fredda in quota al nordovest (fig.2,3,4)
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Nella notte i fenomeni andranno ulteriormente concentrandosi nelle pianure e Appennino emiliano-romagnolo e Marche settentrionali, con nevicate intorno 400-500 m, localmente più in basso in caso di fenomeni intensi (ved. editoriale per i dettagli). Anche l’Appennino centrale, in virtù della formazione di un probabile minimo a occhiale, beneficerà di nevicate che si spingeranno fino ai 700 m di quota nelle prime ore del mattino di Domenica (fig.5).
fig.5
A seguire, sempre più interessante si va facendo l’evoluzione prospettata dai modelli. Innanzitutto, nella notte tra lunedì e martedì nuove nevicate potrebbero interessare l’arco appenninico compreso tra Liguria, Toscana e Lazio, anche a quote piuttosto basse (fig.6).
fig.6
Proseguendo ancora nella previsione, la linea guida dei prossimi 7-10 giorni, nel comparto europeo e nel Mediterraneo, sembra essere la presenza di un canale depressionario, compreso tra le figure anticicloniche azzorriana e continentale russa, che dal mare del nord invierà continui impulsi perturbati verso il Mediterraneo centrale, compresa l’Italia, e i Balcani.
Ecco il primo impulso giungere tra il 25 e il 26 Novembre (fig.7).
fig.7
Su tale previsione al momento c’è completa concordanza tra il modello americano ed europeo.
Ed ecco il secondo impulso, nell’ultimo aggiornamento del modello americano, ripercorrere la stessa via, questa volta beneficiando di un contributo freddo continentale generato dal continuo rinforzo verso l’Artico della cellula altopressoria uralica (wave 3, ved. editoriale).
fig.8
Infine, proprio il caso di dire, gran finale, il modello americano per la prima decade di Dicembre propone l’ennesimo impulso in arrivo da nord, ma questa volta con imperioso blocco atlantico dell’anticiclone delle Azzorre e cospicuo afflusso di aria artica continentale sull’Italia, sono carte da neve a quote basse su tutto il centronord (fig.8).
fig.8
Insomma, se le cose dovessero andare come prospettato dagli attuali aggiornamenti, ci aspetta un inizio inverno in grande stile, come non se ne vede da molti anni; su tutto però c’è sempre l’incognita della stratosfera, che continua a tirare dritta per la sua strada, ma di questo parleremo nei prossimi giorni, per adesso godiamoci questa parentesi perturbata e vediamo come continuerà.
Ciao ciao