21-11-2014 - Salve a tutti; nuovo e consueto aggiornamento serale dell’analisi modelli. Nel complesso, poca dinamicità nell’evoluzione futura del tempo nel Mediterraneo; appare infatti parzialmente ridimensionata, per ora, l’ondata di maltempo prevista per fine mese, sebbene ugualmente presente. Gli ultimi aggiornamenti del modello americano, europeo e canadese, gli unici tre che si spingano fino alle 240 h, sembra vogliano mantenere, sebbene con modalità diverse, il maltempo lontano dalle nostre regioni e non sarebbe un male, visti gli eventi tragici che hanno caratterizzato le ultime settimane in senso meteorologico ne territorio italiano.
Andiamo per gradi, ecco l’ultima emissione del modello americano; nell’illustrazione riportata vengono evidenziati tre aspetti che, a giudizio dello scrivente, rivestono una notevole importanza nell’evoluzione futura del tempo nel comparto mediterraneo.
1) Un rinforzo del getto polare in uscita dal labrabor, ovvero, se le correnti nella media e alta troposfera sono molto tese in Atlantico, l’anticiclone delle Azzorre non può elevarsi verso nord e generare l’ondulazione responsabile dell’avvento di un’ondata di maltempo prolungata
2) La formazione di un possente anticiclone termico tra Russia e Siberia; a conferma di quanto previsto dall’andamento di SAI e OPI (vedere link), l’ampia copertura nevosa nel settore russosiberiano dovrebbe consentire una rapido raffreddamento delle grandi distese pianeggianti e est degli Urali (già in atto), con formazione di un possente anticiclone di blocco al flusso occidentale.
3) Un alleggerimento dei gepotenziali a nord della scandinavia; aspetto poco accennato nell’emissione odierna, ma presente in altre, consentirebbe l’ulteriore blocco delle correnti occidentali e la genesi di afflussi freddi da nord e/o da nordest nel comparto europeo.
Tutti questi aspetti verranno ripresi al termine della discussione; nel frattempo ecco un confronto per fine mese con il modello europeo e canadese. Come si vede sono presenti alcune peculiarità in comune con il modello americano, ma il blocco a est è ancora più potente e la saccatura non riesce ad avanzare verso l’Italia, in particolare per l’europeo, con le piogge stentano ad arrivare nelle nostre regioni.
- Europeo 30 Novembre
- Canadese 2 Dicembre
Tutto ridimensionato quindi?? Anche nel lungo termine infatti il run ufficiale americano sembra evidenziare un Vortice Polare piuttosto chiuso, con il freddo concentrato a latitudini polari, specialmente nei soliti luoghi dell’Artico canadese e siberiano.
In realtà, a ben guardare è possibile scorgere alcuni segnali diversi per l’evoluzione meteorologica futura, menzionati a inizio articolo, nelle perturbazioni “spaghetti” del run ufficiale americano; quella riportata, ad esempio, è la perturbazione numero 2, dove sono presenti tutti gli aspetti menzionati e ipotizzati nei giorni scorsi, in merito alla possibile evoluzione della struttura del VPT in Artico.
Come si vede, avviene infatti la bilobazione del VPT nell’Artico a causa della spinta dell’anticiclone proprio a nord della scandinavia, con creazione di una cellula altopressoriae split di ampio nocciolo freddo proprio sul’Italia, con nevicate a quote basse al centronord in data 5 Dicembre. Questa elaborazione, sebbene reale (di questa mattina), riguarda il lungo termine di una perturbazione dell’emissione ufficiale e appare quindi poco probabile al momento, serve a far sognare i meteoappassionati, ma non solo, serve anche a capire quali dinamiche siano possibili in futuro sulla base dei dati attuali a scala emisferica.
L’ipotesi evidenziata fa comunque parte di un gruppo di “perturbazioni” sottomedia evidenti negli spaghetti (vedere editoriale nel link) del run 06 UTC del modello americano. Ovvero, una serie di possibili previsioni che vedono lo sviluppo di dinamiche più fredde e, talvolta, perturbate nel Mediterraneo. Come esempio per comprendere meglio ecco il quadro complessivo per Roma nei prossimi 15 giorni.
Il grafico riportato indica che una serie abbastanza nutrita di perturbazione vede un clima più freddo di quanto espresso dal run ufficiale, come nell’esempio mostrato, mentre ad oggi appaiono ridimensionate le piogge per la fine del mese, perlomeno nelle regioni centrali.