28-03-2020 - Salve a tutti, editoriale dedicato alla evoluzione della pandemia da Coronavirus, con la consueta analisi riguardante il settore italiano e il raffronto con le altre nazioni del globo. Le fonti riportate nell’editoriale fanno riferimento, come sempre, al sito worldometers per l’intero globo e al LAB24 del Sole 24 ore per l’area italiana. Il link diretto alle fonti è riportato all’interno della pagina informativa all’interno del sito.
Diciamo subito che, a giudizio dello scrivente, il trend già evidenziato ieri, che mostra un rallentamento nella diffusione del contagio e una sostanziale efficacia delle misure di contenimento in atto ormai da almeno tre settimane, è ben visibile anche oggi.
Anche oggi però, tale affermazione contrasta con il numero dei decessi registrati, ben 889, con il totale che ha ormai superato quota 10.000, un triste primato appartenente alla nostra nazione purtroppo. Il dato appena menzionato è però, purtroppo, la logica conseguenza della espansione dei contagi risalente ormai a 3 settimane fa e alla successiva fase di ricovero di numerosi contagiati.
Veniamo però all’analisi dei dati odierni; per il settimo giorno consecutivo il numero totale dei nuovi contagi si mantiene stabile, praticamente uguale a ieri (5974 contro 5959). Aumentano molto però i guariti, ben 1434 e, pertanto, il numero dei nuovi positivi registrati diminuisce significativamente, oggi 3651 contro 4401 si ieri. Ricordiamo che tale numero si ottiene sottraendo il numero al numero dei nuovi contagi quello dei decessi e dei guariti (5974-1434-889=3651).
fig.1
Il dato mostrato, analogamente a quanto visto ieri, deve essere ritenuto positivo anche alla luce del gran numero di tamponi effettuati, sempre intorno 35.000, con una percentuale di positivi che continua a decrescere, oggi di poco superiore al 16%.
fig.2
In parole povere, significa che i controlli sono aumentati e che nonostante questo NON aumenta il numero di coloro che vengono trovati positivi. Un segnale che la diffusione del virus inizia ad essere contrastata dalle misure restrittive adottate, con molte persone che iniziano a guarire dalla malattia.
A riguardo, molto interessante lo sketch di seguito riportato, dove viene evidenziato il maggior controllo, con il passare del tempo, nei confronti della popolazione, con il gran numero di persone in isolamento domiciliare e la stabilizzazione del numero di persone ricoverate in terapia intensiva.
fig.3
Questo per quanto riguarda la nostra nazione, ma cosa succede altrove??
Ebbene, come annunciato ieri, gli USA continuano a mostrare una crescita esponenziale del dato dei contagi; come premesso ieri, non solo hanno superato la barriera fatidica dei 100.000 contagi (quasi 19.000 nuovi ieri), ma sono giunti ormai a 116.000, nel grafico (118.000 mentre si scrive).
fig.4
Appare evidente quindi, come gli USA oltreoceano, ma anche la Spagna, nel continente europeo, con oltre 6500 nuovi contagi, saranno probabilmente i futuri epicentri della pandemia. Le curve rappresentanti le cumulate dell’incremento dei contagi sono molto chiare in merito, più a sinistra si collocano, ovvero più è ripida la curva, maggiore è l’incremento giornaliero, in tal senso il dato degli USA a è davvero allarmante.
Allo stesso tempo, il numero relativamente basso di decessi negli USA (fortunatamente) non deve ingannare; l’aumento esponenziale dei contagi sta facendo ammalare un numero molto elevato di persone ORA, ma sappiamo bene che la mortalità del COVID19 è legata principalmente alla successiva complicazione polmonare che, generalmente, giunge 4-5 giorni i primi sintomi e che è successivamente caratterizzata da un più o meno lunga degenza in terapia intensiva. Praticamente qui si è nella condizione opposta all’Italia.
La nostra nazione sta quindi sperimentando la fase successiva, quando molti ricoverati non riescono purtroppo a superare la polmonite da Coronavirus; negli USA probabilmente, tale fase deve ancora giungere.
Insomma, la lotta durissima, lo abbiamo ripetuto, ma i passaggi necessari ora sono quelli giusti, ma ci attendono ancora giorni impegnativi in cui non bisogna assolutamente abbassare la guardia.